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BMW serie 02: La sportiva di famiglia

Marco Barison

Quando si scrive di auto che hanno fatto parte della propria vita e che ci legano ai ricordi di infanzia, è impossibile non provare una certa emozione, a maggior ragione se sono diventate anche delle icone di stile e sportività.

Ladies & Gentlemen Driver … la protagonista di oggi è una splendida e sprintosa BMW 1802 anno 1973.

Mio padre la acquistò di seconda mano agli inizi degli anni ’80. Era grigia metallizzata, con qualche dotazione particolare, come i fendinebbia e i cerchi in lega. Aveva, tra l’altro, ruote maggiorate che la rendevano molto accattivante. Ma la vera sorpresa si trovava sotto il cofano:  l’ex proprietario gli aveva trapiantato, infatti, il motore 2000 (all’epoca probabilmente le normative erano meno stringenti). Wow!!! Insomma, una elegante berlinetta sportiva 2 porte che bruciava l’asfalto ai semafori, tanto quanto l’invidiata Alfetta del papà del mio compagno di banco.

Ma parliamo, ora, più in generale, della gamma di berline 3 volumi 2 porte denominata serie 02.

Svelata al salone di Ginevra nel 1966, la serie 02 diventò in poco tempo molto desiderata dai gentleman driver dell’epoca, grazie alla combinazione di look alla moda (il design era stato affidato all’italianissimo Giovanni Michelotti), quattro comodi posti, maneggevolezza ed erogazione di coppia lineare a tutti i regimi. La solida sportività dello stile esterno si ritrova anche nel disegno degli interni, equilibrati e senza troppi fronzoli. E’ un’auto tedesca a tutto gli effetti e lo si capisce subito.
In dieci anni di carriera e diverse motorizzazioni che andavano dal 1600 a 4 cilindri a carburatore, alle 2002ti doppio carburatore da 120 CV, fino alla 2002tii a iniezione Kugelfisher da 130CV, questo gioiello fu senz’altro un vero successo commerciale per la casa bavarese. 

Vorrei soffermarmi un instante, però, sulla versione Turbo: presentata nel ’73, venne tolta dalla produzione già l’anno successivo, a causa della crisi petrolifera che la rese, così, un oggetto di culto per i pochissimi che se la potevano permettere.
La 2002 Turbo era una vera belva per piloti “esperti”, che raggiungeva i 170 cavalli.  Caratterizzata da ampi parafanghi in plastica, era dotata di una potenza che, rapportata ad una massa in ordine di marcia di poco superiore ai 1000 kg, (ricordiamo che all’epoca non esistevano controlli elettronici di trazione), la rendeva molto impegnativa da guidare. Disponibile in soli tre colori e attraversata dalle strisce adesive in livrea Motorsport aveva, provocatoriamente, sul frontale la scritta 2002 Turbo stampata speculare, in modo che, chi la vedeva dallo specchietto retrovisore, leggendo il nome della vettura, le lasciasse strada libera lungo le veloci autostrade tedesche.

BMW 2002 Turbo

Completavano la gamma: la sfortunata Touring, le cui linee azzardate non incontrarono i favori del pubblico; l’elegante 1600 cabriolet realizzata da Baur; e, infine, (last but not the least) la versione 2002 cabriolet Baur una versione “targa” con tettuccio rigido asportabile, rollbar e parte posteriore apribile in tela.

 

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