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Io ci provo, NordKapp mi aspetta.

Emanuele Bortolato

Ho incrociato Angela Pagot qualche anno fa raggiante dopo un suo viaggio, l’ho ritrovata qualche settimana fa e l’occasione era troppo ghiotta per non proporle un’intervista con qualche bella domanda, mi preparo, propongo la mia idea e …. scopro che Angela è decisamente timida e riservata!

Parlare di me stessa non è proprio una cosa che mi piace fare, preferisco guidare.”

ci resto male, cerco di farle capire che non sono un giornalista, né un investigatore … solo un sognatore anche grazie ad avventure altrui.

Nulla per settimane … vabbè ci ho provato .. rispetto la sua riservatezza …

e poi boom!!

Non è un’ intervista come immaginavo ma una sorta di confessione, molto piacevole e graziosa, credo più sincera di quel che mi aspettavo

Parlare di me stessa non è proprio una cosa che mi piace fare, preferisco guidare.”

“Sono nata nel 1966 e la prima cosa che mi ricordo è un lungo viaggio della Liguria alla Sicilia a bordo di una Fiat Giardinetta, stracolma di bagagli, era uno dei tanti viaggi di lavoro di mio padre. Dopo qualche anno il trasferimento inverso dalla Sicilia al Trentino lo abbiamo fatto con un comodissimo VW T2.

Adolescente, sempre con i miei genitori, con un Ford Transit abbiamo visitato Austria, Ungheria, Romania, Yugoslavia, ma soprattutto con quello ‘scassone’ arancione ho imparato a guidare. Credo che viaggiare sia nel mio DNA.

Neopatentata ho scelto come auto una Renault 4 GTL del 1978 di colore blu di seconda mano, arrivata direttamente dal panettiere di Pieve di Cadore … quella Renault 4 mi ha sconvolto positivamente la vita.

Con quella Renault 4 avrei voluto raggiungere Capo Nord, ma all’epoca non l’ho potuto fare ed il sogno è rimasto per anni in un cassetto.

Nel 1995 quella Renault 4 finì alla demolizione: grave errore, anzi errore imperdonabile!

Ogni volta che incrociavo una Renault 4 quel sogno riaffiorava, fino a quando nel 2013, alla veneranda età di 47 anni, ho deciso di fare una pazzia, comperare il degno erede del mio primo mezzo di locomozione, e così è arrivata a casa una bella Renault 4 950 del 1990 di colore bianco: Johnny II!

Non ero ancora salita a bordo che accarezzando il cofano ho esclamato: “adesso devo andare a Capo Nord”, ma come capita spesso nessuno mi ha presa sul serio. Ma io, testarda, pian piano ho iniziato a fare i check up al mezzo e nel luglio 2014 ho annunciato prima a mio marito e poi agli amici:

“Io ci provo, NordKapp mi aspetta”.

Perché quest’auto? Scomoda, vecchia e lenta?

La scomodità non è una delle caratteristiche della mia R4, anzi è molto spaziosa e confortevole. Viaggiare con quest’auto insegna a viaggiare leggeri, portare l’essenziale, quando l’equipaggio è al completo (4 persone) per comodità sul tetto installiamo un portapacchi con annesso “sarcofago”. (perchè il bagagliaio è totalmente occupato dalla sedia a rotelle di mia figlia).

Vecchia? E’ più giovane di me ed ha anche meno acciacchi della sottoscritta.

Lenta? La mia R4 raggiunge tranquillamente i 120 km/h, ma io preferisco viaggiare ad una velocità di crociera intorno agli 80/90 km/h, spesso anche più lentamente per assaporare i paesaggi.

Viaggiare con i figli non è sempre facile, i miei figli sono abituati fin da piccoli alle vacanze itineranti in auto. Spesso adeguo e modifico il percorso di viaggio in base alle loro esigenze e questo non è un problema, anzi un’ulteriore avventura.

Johnny è instancabile, è un carro armato.

Quando pretendo troppo, lui di ribella, qualche sosta in più per ebollizione radiatore ma poi di nuovo in marcia.

Fino ad ora la mia Renault 4, durante i viaggi, non ci ha dato grossi problemi, regolazione carburatore, cambio filtro benzina, qualche fusibile, diciamo che ci riporta a casa.

Nel 2019 abbiamo estratto a sorte la meta delle nostre vacanze: l’Irlanda.

L’equipaggio questa volta è partito in formazione ridotta, senza mia sorella che ci ha tirato il bidone una settimana prima della partenza.

Dopo un briefing familiare, ho, anzi abbiamo, deciso di partire ugualmente, io e i miei due figli.

Viaggiare con Johnny mi rende felice, strappa un sorriso a tutti (o quasi) quelli che incontriamo.

Si va dai poliziotti serbi che ad un controllo ci dicono:” KAKVA PRELEPA LIMUZINA” (che bella limousine) alla frontiera greca che in un ottimo francese esclamano “QUATRE FEMMES IN QUATRELLE”, scambiando mio figlio Tommaso per una ragazza, visti i capelli lunghi.

Ancora non so di preciso dove ci porterà Johnny prossimamente, ma posso dirti che al solo pensarci mi viene la tachicardia.

L’importante per me rimane il viaggiare, accumulare gelosamente ricordi per me stessa e per i miei figli.